Energie rinnovabili: la Convenzione delle Alpi diventa vincolante
L’UE intende accelerare lo sviluppo delle energie rinnovabili. Tuttavia, nelle Alpi ciò non deve avvenire a scapito degli spazi naturali sensibili. La CIPRA Internazionale ha ottenuto due importanti chiarimenti grazie a un ricorso legale: la Convenzione delle Alpi, in quanto trattato vincolante ai sensi del diritto internazionale, ha la precedenza sul diritto derivato dell’Unione Europea. Di conseguenza, le sue disposizioni devono essere rispettate anche nell’attuazione della direttiva sulle energie rinnovabili (RED III).
A partire dal 2023, il Comitato di verifica indipendente della Convenzione delle Alpi ha condotto un’indagine per verificare se la direttiva RED III violasse gli obiettivi del trattato internazionale per la protezione delle Alpi (Convenzione delle Alpi). Il risultato ora disponibile è di fondamentale importanza per la Convenzione delle Alpi, come ha precisato nel corso del procedimento la Commissione europea: gli organi dell’UE sono vincolati dagli accordi conclusi dall’UE, pertanto tali accordi hanno la precedenza sul diritto derivato dell’Unione.
Il rapporto del Comitato sottolinea inoltre che è responsabilità degli Stati membri dell’UE nella regione alpina rispettare i requisiti della Convenzione delle Alpi nell’attuazione della RED III. “La RED III non deve portare a un indebolimento delle norme vigenti in materia di tutela dell’ambiente e della natura. Gli Stati membri hanno un margine di manovra e devono utilizzarlo per proteggere le Alpi in modo coerente con la Convenzione delle Alpi”, chiarisce Paul Kuncio, direttore della CIPRA Austria, che in qualità di esperto di diritto assiste anche il servizio giuridico della Convenzione delle Alpi. Ciò significa, ad esempio, non designare aree di accelerazione per le energie rinnovabili nelle aree protette, nelle torbiere e nelle zone umide. Deve inoltre essere esclusa la costruzione di nuove centrali idroelettriche in regioni alpine ecologicamente sensibili.
Gli Stati membri devono rispettare gli impegni
Gli Stati membri dell’UE che sono anche parti contraenti della Convenzione delle Alpi possono escludere determinate fonti energetiche, come l’energia idroelettrica o la biomassa, dalle normative prioritarie o escludere la costruzione di impianti di produzione di energia rinnovabile in aree particolarmente degne di protezione caratterizzate da “interesse pubblico prevalente”, mantenendone così la tutela. “La Convenzione delle Alpi non è un ostacolo alla transizione energetica, ma una bussola per la sua attuazione compatibile con la natura”, sottolinea Kaspar Schuler, direttore della CIPRA Internazionale. “Ora è fondamentale che gli Stati si attengano a questa bussola”.
I risultati della procedura sono particolarmente rilevanti, poiché gli Stati membri dell’UE devono comunicare entro febbraio 2026 le loro aree di accelerazione per la produzione di energia rinnovabile. La CIPRA invita in particolare le organizzazioni ambientaliste, cittadine e cittadini impegnati a partecipare attivamente alle consultazioni nazionali.
Maggiori informazioni: Comunicato stampa, 27.08.2025