Punto di vista | Omnibus ambientale: fine corsa, si prega di scendere!

La Commissione Europea annuncia un pacchetto di misure legislative denominato “Omnibus ambientale” che mira a semplificare le norme ambientali e a ridurre gli oneri amministrativi. Paul Kuncio, giurista specializzato in diritto ambientale presso la CIPRA International, teme che ciò indebolisca notevolmente la protezione della natura.

La semplificazione e l’accelerazione delle procedure ambientali sono in forte espansione. Una richiesta ben nota da parte dell’economia trova ora ascolto: alla fine del 2025 la Commissione europea ha proposto un “pacchetto di semplificazione ambientale” (Environmental Simplification Package) per ridurre gli oneri amministrativi nel diritto ambientale. L’obiettivo: una crescita sostenibile attraverso regole “più semplici e intelligenti”. Sono in discussione atti legislativi fondamentali in materia ambientale, come la direttiva Habitat e la direttiva Uccelli, nonché la direttiva quadro sulle acque e la direttiva sulla valutazione dell’impatto ambientale. A complicare ulteriormente la situazione è il fatto che il pacchetto di misure ambientali andrebbe ben oltre le “misure di accelerazione” già introdotte, che in molti casi non sono ancora state attuate, determinando così una doppia deregolamentazione. Ma quale provvedimento sarebbe davvero necessario? Innanzitutto un’attuazione coerente e di alta qualità della legislazione ambientale vigente.

Interesse pubblico: pretesto per standard ambientali meno rigorosi

La prevista revisione delle norme principali in materia di protezione della natura e dell’ambiente non stimolerà l’economia, ma accentuerà piuttosto la perdita di habitat e biodiversità. Limiterà le possibilità di partecipazione delle cittadine e dei cittadini e aumenterà l’impatto ambientale. Già la direttiva sulle energie rinnovabili (RED III) approvata nel 2023 dichiarava lo sviluppo dell’energia idroelettrica, eolica e solare di interesse pubblico prevalente: le norme sulla protezione delle specie vengono sospese e le valutazioni relative ai singoli progetti vengono sostituite da valutazioni ambientali strategiche. Non vengono invece prese in considerazione le carenze strutturali: il personale insufficiente delle autorità competenti, l’inadeguatezza delle basi di dati e l’insufficiente partecipazione della società civile.

L’accelerazione non deve essere fine a sé stessa

Distruzione della natura, sfruttamento eccessivo e perdita di biodiversità: lo stato generale dell’ambiente in Europa non è buono, come rileva l’Agenzia europea dell’ambiente nel suo ultimo rapporto. In contraddizione con ciò, gli Stati membri dell’UE stanno collaborando con la Commissione per un ulteriore indebolimento della protezione ambientale a favore della competitività. Ulteriori misure di deregolamentazione, come l’annunciato European Grids Package per l’espansione della rete elettrica o l’Industrial Accelerator Act (legge sull’acceleratore industriale), rafforzano questa tendenza. Chi considera l’accelerazione come un fine a sé stante rischia di perdere di vista l’efficacia degli strumenti esistenti. C’è da temere che, con o senza questi cambiamenti, lo stato dell’ambiente continui a peggiorare. Per questo motivo anche noi sosteniamo la campagna “Hands off Nature”, che attualmente ha già raccolto 270.000 firme.

Ulteriori informazioni:

Informazioni sulla campagna #handsoffnature

Omnibus ambientale dell’UE

Rapporto EUA: Stato dell’ambiente 

Pacchetti di semplificazione 

Pacchetto UE sulle reti Grids Package